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Bach, la musica antica, due appuntamenti milanesi

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(Nova Ars Cantandi)

Di giornate dedicate ai temi più disparati, dai più seri ai più improbabili, è pieno il calendario. Anzi, ne deborda da tutti i lati, visto che ogni giorno più o meno ne ricorrono due o tre. Oggi (21 marzo) con l’arrivo della primavera si celebra anche una “giornata” che merita ricordare: la giornata europea della musica antica (early music) . Il termine in senso stretto dovrebbe indicare un periodo storico che si arresta alla fine del rinascimento. In realtà è piuttosto vago e vi viene ricompresa generalmente anche la musica barocca. E il fatto che si celebri oggi mostra ampiamente che la musica barocca in linea di massima vi si intenda ricompresa. Perché il 21 marzo del 1685 ad Eisenach nasceva Johan Sebastian Bach. E la scelta di una data così “pesante” non può essere casuale. Nell’imponente opera del Cantor, a me personalmente la prima cosa che viene in mente è la Ciaccona dalla seconda Partita per violino solo, BWV 1004, e mi ha fatto piacere che sulla pagina Facebook di Classic Fm sia pubblicata proprio un’incisione (con spartito che segue la riproduzione) della Ciaccona. Non sono solo ad fare questa associazione. Ma prima della fine della serata tutti si potrebbero assumere il compito di dedicarsi un ascolto bachiano. Alcuni anni fa, contemplando il ghiacciaio dell’Aletsch in Svizzera (d’estate) ascoltai con un rudimentale lettore mp3 le suites per violoncello solo, un’esperienza che mi restò negli occhi e nella mente per molto tempo. Ma siccome “tutto ciò che può essere scritto in musica, Bach l’ha scritto” (come diceva Anton Webern nel suo “Il cammino verso la nuova musica”) – ma proprio tutto – ognuno potrà trovare qualche capo che si attagli oggi al suo estro musicale. Questo senza voler mitizzare Bach: poco più di un’anno fa Einaudi ha pubblicato “La musica nel castello del cielo” di John Eliot Gardiner, che del Cantor dà una visione meno “imbalsamata” di quella fissata nella mente di molti, complice anche la scarsa iconografia di lui rimasta.
Due appuntamenti si possono segnalare oggi, nell’ambito dell’early music e della barocca. Anche se nessuno dei due è bachiano.

Stradella e l’Accademia di musica antica di Milano
Il primo è quello dell’Accademia di musica antica, istituzione recente del panorama musicale milanese (sulla quale torneremo al più presto), che poggia sull’immensa cultura in fatto di musica antica del maestro Giovanni Acciai, faconda guida che accompagna gli allievi del conservatorio menighino a decifrare i misteri degli antichi manoscritti musicali . Nella Sacrestia della Basilica di Santa Maria delle Grazie a Milano, alle ore 21 avrà luogo un concerto che vedrà l’esecuzione dei Motetti concertati a due voci, con violini e basso continuo di Alessandro Stradella (1644-1682), di cui quella di stasera rappresenta la prima esecuzione in epoca moderna. Il Collegium vocale et instrumentale «Nova Ars Cantandi» (Luca Giardini e Andrea Guerra, violini; Jean-Marie Quint, violoncello barocco; Paolo Cherici, arciliuto; Ivana Valotti, organo). Giovanni Acciai, concertazione. Un importante avvenimento dunque per gli ascoltatori milanesi. Ma il concerto potrà essere seguito anche in diretta live-streaming dalla pagina facebook dell’Accademia Musica Antica Milano alle ore 21:00 (https://www.facebook.com/musicanticamilano/?pnref=story)

Händel e l’Accademia dell’annunciata di Abbiategrasso.
Nella suggestiva sede dell’ex Convento dell’Annunciata, l’Accademia che da questo luogo prende il nome (e di cui ci siamo occupati più volte, e su cui vale la pena tornare, vista la crescita a vista d’occhio della creatura del maestro Riccardo Doni e dei suoi colleghi) celebrerà stasera (ma si potrà riascoltare il concerto il prossimo 30 marzo presso il Circolo Filologico di Milano) l’Eloquenza delle forti passioni, dedicata alla musica del Sassone. Il sottotitolo esplicativo del motivo conduttore del concerto è “Fierezza e profondità nelle arie per basso di Haendel”. Interpreti:  Andrea Mastroni, basso;  Accademia dell’Annunciata con Riccardo Doni, direttore.  Il tema delle passioni (che a quel tempo si sarebbero chiamate più comunemente “affetti” e da cui deriva il titolo di questa discontinua rubrica) è centrale nella musica barocca. E’ un po’ come l’ordo amoris di agostiniana memoria: alle nostre orecchie suona come un ossimoro. Per un uomo colto a cavallo del Seicento e del Settecento non era così.