Indica un intervallo di date:
  • Dal Al

Musica da tavola

Musica e cibo. Un’accoppiata che funziona? Personalmente sono convinto che sia necessario fare il più possibile, senza sacrificare nulla in fatto di serietà, per avvicinare la cosiddetta “musica classica” alla vita delle persone, spogliarla non tanto della sua “sacralità” quanto della sua “musealità”, della sua – presunta – inattualità (fuori da ogni riferimento positivo che questo termine può avere). La musica è vita e perciò deve dire qualcosa alla vita. Ma l’accoppiata con il cibo? C’è tutta una tradizione in questo senso: la Tafelmusik del XVI/XVII secolo nasceva per accompagnare e allietare i banchetti. E musiche che si richiamano a questa tradizione – wikipedia li cita – sono state composte anche nel ‘900, quando però la musica “seria” era ormai troppo seria per immaginare di suonarla durante un pasto. Anche se come mi scrive l’amica Valeria Novellini: “Papparsi un bel tournedos alla Rossini con sottofondo delle musiche da lui dedicate ad antipasti e dessert non ha prezzo; per tutto il resto c’è Mastercard”. Rispetto all’esperienza che abbiamo comunemente come fruitori di musica classica che senso ha tutto questo? Un’orchestra o un singolo musicista che suona mentre il pasto si svolge può avere senso? O nelle pause? Certo che mentre si mangia, il movimento delle mandibole che occlude a tratti l’orecchio, il tintinnare di posate, bicchieri e bottiglie, non conciliano una corretta fruizione dell’evento musicale. Come intermezzo non si può che pensare a brani leggeri e brevi. Qualche problema effettivamente c’è. In questo periodo mi sono imbattuto in due proposte in cui musica e cibo vengono “coniugate” insieme. Una prima è quella di una cena che ha avuto luogo martedì 13 settembre all’hotel Four Seasons di Milano. L’altra avrà luogo nella Cripta del Santo Sepolcro a Milano, sabato 17 e domenica 18 settembre. L’iniziativa ha il titolo “Musica con Gusto” e prevede appunto 10 concerti giornalieri e promette che “per tutta la durata dell’iniziativa, un buffet continuo, declinato secondo le varie ore della giornata, intratterrà gli spettatori”. Il primo appuntamento, nel prestigioso albergo meneghino, è declinato all’insegna dell’esclusività. Ospite d’onore un violino uscito dalle mani di quello che viene comunemente considerato come il capostipite di tutti i liutai, Antonio Stradivari. Si tratta del Lam – ex Scotland University, 1734 (collezione Eva ed Arthur Lerner-Lam), dato per l’occasione dal Museo del Violino di Cremona. Il titolo della cena: “Stradivari & Sapori”, a “firmarla” l’Executive Chef Vito Mollica. Dopo la declinazione in tutte le salse della facile assonanza “saperi e sapori” (che a chi scrive dà l’orticaria) dunque la meno scontata “Stradivari e sapori”.

Lena Yokoyama

La violinista che ha imbracciato il prezioso violino, la giapponese Lena Yokoyama, nata ad Osaka (Giappone) nel 1987 e solidamente trapiantata in Italia, sentita da chi scrive, ha lodato l’attenzione con cui il pubblico ha seguito la sua esibizione. Un connubio che sembra non aver penalizzato dunque la musica. Anche se la cornice, come si diceva, ha privilegiato l’esclusività dell’evento e quindi non un’iniziativa per avvicinare il grande pubblico alla musica classica. Ma evidentemente non era questo lo scopo, né gli organizzatori erano tenuti a perseguirlo.

_DSC0675

L’altro appuntamento invece si presenta come una maratona musical-culinaria e persegue diversi scopi benefici. A parte cibo e musica c’è anche la cornice da segnalare: la Cripta del Santo Sepolcro, appunto, riaperta al pubblico dopo una chiusura di molti decenni. Gli elementi in gioco diventano tre: alla musica e al cibo, si aggiunge l’arte. Come dire un’esperienza completa. Gli organizzatori precisano che “protagonisti della rassegna saranno gli allievi del Conservatorio di Milano – solisti, duetti, un trio e un quartetto d’archi – che, in oltre 13 ore di musica e di 10 concerti, interpreteranno un repertorio classico, con musiche, tra gli altri, di Bach, Pachelbel, Mozart, Donizetti, Rossini, Beethoven, Mendelssohn. Per entrambi i giorni, un buffet continuo, con colazione, brunch, pranzo e aperitivo, accoglierà gli spettatori nel cortile antistante l’uscita della Biblioteca Ambrosiana”. Senza nessuna “confusione” tra cibo e musica: i luoghi di fruizione sono differenti. In questo caso l’esperimento sembra particolarmente interessante e i prezzi non eccessivi. La presenza di musicisti “in formazione” come gli allievi del Conservatorio, può rappresentare un’occasione per i genitori, che hanno qualche velleità di introdurre i propri figli al mondo della classica, per mostrare che si tratta di un repertorio in realtà giovane. Con una forte valenza etica: data dallo studio e dall’impegno. Occasioni per avvicinare dunque nuovi soggetti al mondo della classica in modi meno scontati. A chi scrive non dispiacciono.