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Il secolo d’oro del violino

Il sito classicfm.com propone un elenco di violinisti (http://www.classicfm.com/instruments/violin/features/best-violinists-ever/) che presenta come i migliori 25 di tutti i tempi. A giudicare dal fatto che la stragrande maggioranza di quelli citati è ancora vivente, si dovrebbe concludere che siamo in assoluto in uno dei periodi più felici della storia per il violino. Oppure, senza nulla togliere ai fasti del violinismo odierno, che queste classifiche non hanno senso. Prendiamo due casi citati. Di Ginette Neveu (1919 – 1949) si ricorda come avesse battuto in una competizione dedicata ad Henryk Wieniawski (Lublino, 10 luglio 1835 – Mosca, 31 marzo 1880) David Oistrakh (1908 – 1974), anch’egli assunto nell’empireo dei 25. Di Isaac Stern (1920 – 2001) si riporta un estratto dell’esecuzione del concerto per violino di Henryk Wieniawski. Eppure Wieniawski, che fu grandissimo virtuoso, tra i grandi big, non è citato.
Del pur bravissimo Joshua Bell, viene riportato il video in cui suona il terzo movimento dell’Estate vivaldiana. Un brano di cui l’esecuzione di Giuliano Carmignola è sideralmente più ricca e affascinante.
Quanto alle esclusioni, se si prova a fare un elenco, si incorre sicuramente nello stesso errore. Ma tra i giovani, anche se non più giovanissimi, Leonidas Kavakos si sarebbe visto volentieri. Tra i meno giovani l’assenza di Shlomo Mintz pure si fa notare.
Si è già segnalato il caso di Carmignola. Nell’elenco gli esecutori specializzati in musica barocca rappresentano un’altra lacuna non facilmente superabile.
Poi la stragrande maggioranza di violinisti viventi e legati a un certo repertorio, non può che essere un limite troppo severo a qualsiasi esercizio si ponga un fine tanto ambizioso. Per esempio oggi chi ricorderebbe Pietro Marchitelli, primo violino della Cappella reale a Napoli, vissuto nella città a cavallo tra sei e settecento e che mise in seria difficoltà il contemporaneo Arcangelo Corelli?
Purtroppo per i musicisti di epoche più antiche non restano che apprezzamenti tratti da fonti letterarie e non registrazioni di esecuzioni. E quindi è inevitabile che le classifiche si sbilancino a favore di artisti ancora attualmente attivi.